Come vendere online con la SEO: partendo dalla struttura

Ciao Giulia, ho un sito web e vorrei vendere online con la SEO” richiesta incredibilmente bella, ed oggi parliamo della fase fondamentale di un percorso di questo tipo, quella in cui ancora non c’è nulla e tutto è da costruire: la struttura del sito web.

È ancora una di quelle attività che non si conosce, perché viene vista quasi come una perdita di tempo. Effettivamente basta disegnare su un foglio il diagramma ad albero e il gioco è fatto. Al chi siamo corrisponderà una bella URL dominio.com/chi-siamo (del resto se dai il titolo alla pagina e non lo modifichi questo succede con i CMS), ci accompagniamo un bel testo “loda e sbroda” ed è fatta.

L’architettura informativa di un sito web è come le fondamenta della casa

Già, né più e né meno, quindi non si dovrebbe pensare di cavarsela in poco tempo ma ci vorrebbero giorni di studio, confronto e analisi con il cliente e con il mondo in cui vogliamo vendere online.

Per vendere online dovremmo conoscere chi comprerà

Ecco, partiamo da questa prima fase: per vendere online con la SEO dovremmo conoscere colui che comprerà. Nelle aziende più strutturate viene consegnato il brief con le buyer personas in altre, invece, e diciamoci la verità, la maggior parte, dobbiamo costruircelo. Ci sono tanti modi per farlo, io lo faccio andando a studiarci già insieme tutti i competitor, partendo da un’intervista al cliente abbastanza pesantina di una giornata, quando c’è budget o tramite compilazione di un questionario.

Avete visto? Ho detto “quando c’è budget” già perché per vendere online con la SEO non si può di sicuro pensare che ci voglia poco tempo e poche risorse economiche, ci vuole il giusto e ancora, nel nostro mondo, non è del tutto compreso.

Perché intervista pesantina? Dobbiamo davvero sviscerare tutto di quella persona, quanto meno per l’area ricerca, dovremo rispondere alla grande alla domanda “cosa cerca su Google chi voglio acquisti?“.

Vi dico quali sono i nostri buyer personas:

  1. Amministratori Delegati o “paroni dell’Azienda” come il buon nord vuole che non hanno delegato la scelta del fornitore in aziende;
  2. Direttori Acquisti o marketing;
  3. Ecommerce manager o Content Manager;
  4. Agenzie di comunicazione e web che non hanno al loro interno il reparto SEO, content e social ed esternalizzano.

Il tipo di Azienda? Coloro che spendono dal 5% in poi del loro fatturato in promozione web. Per le micro-imprese, invece, iniziamo a lavorare con Bloginrete nuova versione, un percorso strutturato per iniziare a lavorare insieme accompagnati e crescere il proprio business con le risorse interne.

Se vogliamo vendere online con la SEO dobbiamo conoscere il nostro competitor

Vi dicevo che lo facciamo in contemporanea, benissimo. Già perché il buyer personas non comprerà solo da noi, non cercherà il prodotto cliccando sicuramente il nostro risultato, potrà avere a che fare con il nostro competitor.

Per chi fa SEO, i competitor sono quelli che si trovano nei primi 5 risultati della pagina di ricerca per le parole che vengono digitate dal nostro potenziali cliente quando vuole informarsi o acquistare qualcosa.

Nel nostro caso, visti i competitor sopra descritti, le ricerche potrebbero essere, per esempio:

  • agenzia di digital marketing o agenzia web (magari con la località se lo si vuole vicino a casa), anche se non facciamo tutta la parte digital, ma la SEO continua ad essere un mondo sconosciuto;
  • agenzia SEO (corredata dalla località come sopra) quando si ha più chiara la necessità, facile se si è ecommerce o content manager o si ha un’agenzia di comunicazione e si cercano partner per questo ramo.

Dobbiamo saper tutto e di più del nostro competitor e non solo sulla pagina di ricerca ma su tutto ciò che fa online e offline per promuoversi. La check list sotto riportata è il classico “minimo della pena” che viene approfondita a seconda delle necessità.

check list competitor

Per vendere online con la SEO dobbiamo avere la miglior architettura

Ogni sito web è composto da URL, ormai è qualche anno che esistono, eppure gli errori che vedo sono sempre gli stessi. Facciamo subito la prova, prendiamo un qualsiasi sito web (anche il nostro), clicchiamo sulla pagina “Chi siamo” e vediamo quante URL sono composte da dominio/chi-siamo. Lo dico io? Pareto docet e vado dritta sull’80%.

Già, perché generalmente i CMS compongono di default l’URL con il nome o titolo della pagina e ci si dimentica totalmente il senso di URL parlante. Non funziona così.

Ogni URL racconta a Google e all’utente ciò che troveremo in quella specifica pagina, dalle parole presenti nelle URL si genera il fil rouge della nostra pagina per la definizione dell’intento di ricerca:

  • URL
  • title
  • meta description
  • possibilmente breadcrumbs e label di menu
  • heading title
  • paragraph

Questi elementi on-page risponderanno tutti al medesimo elemento presente nella URL.

Al via l’esempio, prendiamo uno dei nostri meravigliosi clienti che hanno davvero lavorato bene e continuano a farlo prediligendo il canale organico ed utilizzando con grande disinvoltura, anche il SaaS Kleecks per crescere più velocemente, accompagnati da noi per la strategia e da Global Business Solution srl per l’infrastruttura web e il presidio.

architettura sito web corretta

La loro URL è proprio: https://www.way2global.com/traduzioni-legali-e-giuridiche/traduzioni-di-diritto-bancario-e-finanziario

Nel title e nella meta description ritroviamo la parola “traduzione diritto bancario”, entrando nella pagina ritroviamo il titolo (heading title) che la contiene e, nelle prime parole, abbiamo sempre il nostro intento di ricerca ben evidente.

struttura pagina corretta

 

È necessario? Per quanto mi riguarda sì, per i risultati che otteniamo pure. Basta questo accorgimento? NO. Come dico sempre:

Se per fare SEO bastasse un URL e un testo ben ottimizzato nessun SEO specialist avrebbe un lavoro.

Siamo solo agli inizi di ciò che serve per poter fare business online con la SEO, ma per costruire una casa si parte dalla fondamenta, non si comprano prima i mobili e l’architettura del nostro sito web, accanto a uno sviluppo tecnico impeccabile, sono proprio ciò che non può mancare. Eppure, caspita se ancora è complesso da spiegare ai clienti finali e alle agenzie web stesse.

Un ultimo appunto: voler fare business online con la SEO vuol dire avere pazienza e fiducia nei propri fornitori, non si diventa primi su Google in un mese, non è quello ciò che deve interessare, ciò che conta è crescere il proprio traffico organico in target e, di conseguenza, se chi ha strutturato il nostro sito web ha lavorato alla grande per renderlo usabile e veloce (due caratteristiche essenziali oggigiorno), crescere anche le conversioni.

Diamoci reciprocamente del tempo per crescere il nostro business online grazie alla SEO: se guadagna il nostro cliente, continua a lavorare alla grande con noi. È che dimentichiamo spesso che per strutturare un’azienda solida ci vogliono anni, per mettere al mondo un bambino 9 mesi ma per crescerlo ne passa di acqua sotto i ponti, non si capisce perché per un mercato così complesso si possa lavorare bene in pochi giorni.