Società Benefit: cosa sono - SeoSpirito

Società Benefit: cosa sono

Per capire cosa sono le Società Benefit partiamo da una definizione: le Società Benefit sono imprese che perseguono il profitto attraverso l’attività economica, impegnandosi allo stesso tempo a produrre un impatto positivo sulle persone, sull’ambiente e sulla comunità.

Si tratta del cosiddetto “Modello delle tre p“: persone, pianeta, profitto. I tre termini rappresentano il perimetro in cui si sviluppa l’azione delle benefit.

In questo articolo vedremo quali imprese possono diventare Società Benefit e quali sono i vantaggi di tale scelta. Ci soffermeremo anche sulla differenza c’è tra Società Benefit e BCorp, termini spesso usati come sinonimi ma che indicano due realtà diverse.

Chi può diventare Società Benefit

La norma che definisce cosa sono le Società Benefit in Italia è la legge n. 208 del 28 dicembre 2015. Il testo indica quali sono i requisiti, gli obblighi e gli adempimenti che una Società Benefit deve rispettare.

Iniziamo con una precisazione: una società benefit non rappresenta una nuova forma giuridica. Infatti, possono diventare società benefit diverse tipologie di imprese con forme giuridiche differenti:

  • Le società di capitali, cioè le società a responsabilità limitata, le società per azioni, le società per azioni in accomandita semplice, le società cooperative, le società mutue assicuratrici;
  • Le società di persone, ovvero le società semplici, le società in accomandita semplice e le società in nome collettivo.

Non possono invece diventare Società Benefit imprese quali le cooperative sociali e le imprese sociali. Si tratta infatti di imprese senza scopo di lucro: di conseguenza, viene a mancare l’ elemento del profitto, essenziale della Società Benefit.

Nel caso delle Srls – società a responsabilità limitata semplificata rimangono dei dubbi sulla loro ammissibilità come società benefit. L’obiezione riguarda la possibilità di modificare il loro statuto, redatto per legge secondo un modello standard predefinito.

La questione è ancora incerta, perché alcune recenti pronunce giudiziarie hanno ampliato i margini di discrezionalità per il modello standard di statuto. Tuttavia Assobenefit, l’associazione che rappresenta le Società Benefit in Italia, continua a specificare nel proprio sito che: “Le Srls non possono essere Società Benefit”.

Società Benefit Cos'è requisiti

La modifica dello statuto: è proprio questa la modalità attraverso cui un’impresa può diventare Società Benefit. Se le nuove imprese possono costituirsi fin da subito come benefit, per chi non lo è già occorre infatti adattare lo statuto introducendo elementi precisi:

  • La ragione sociale dell’impresa va integrata con la dicitura Società Benefit, che si può eventualmente abbreviare in SB.
  • L’oggetto sociale deve indicare esplicitamente quali sono le conseguenze positive che la società intende generare attraverso il proprio operato.
  • L’oggetto sociale, inoltre, deve dichiarare espressamente quali sono gli effetti positivi che l’impresa si impegna a generare a vantaggio dei singoli individui, della comunità, dell’ambiente. Tra i destinatari di tali vantaggi rientrano tutti gli attori dell’ecosistema azienda: dipendenti, clienti, fornitori e così via.
  • Lo statuto deve indicare chi sono i soggetti che ricoprono i ruoli di coordinamento e indirizzo necessari a garantire l’efficacia delle attività in termini di impatto. Si tratta di una scelta strategica, perché definisce funzioni chiave per contemperare l’interesse dell’azienda e dei suoi soci con quelli di tutti i soggetti con cui la società benefit interagisce.

Le Società Benefit, inoltre, sono tenute a redigere, rendere pubblica e depositare presso la Camera di Commercio a cui sono iscritte una relazione d’impatto annuale sulle attività svolte. Nella relazione vanno inseriti indicatori di misurazione dei risultati che permettano di valutare gli impatti positivi generati dalla società attraverso la sua azione benefit. In più, l’impresa deve dichiarare gli obiettivi che intende perseguire anche per l’anno successivo a quello in corso.

Differenza tra Società Benefit e BCorp

Spesso i termini “Società benefit” e BCorp sono utilizzati come sinonimi. Probabilmente il malinteso deriva anche dal nome con cui le società benefit vengono indicate in inglese: Benefit corporation. 

In entrambi i casi si fa riferimento a imprese che, oltre a generare profitti, producono impatti positivi su ambiente, persone e comunità. Tuttavia, c’è una prima, importante distinzione da fare che da sola elimina ogni fraintendimento:

  • La società benefit è uno status che qualunque impresa con una forma giuridica ammissibile può ottenere, modificando lo statuto e rispettando gli obblighi di cui abbiamo già parlato;
  • La BCorp, invece, è un’azienda che ha ricevuto la certificazione ufficiale come B Corporation da parte di B Lab, l’ente no profit che valuta le performance delle aspiranti BCorp.

Cosa significa? Che un’impresa può essere una società benefit anche senza certificazione. Viceversa, in Italia una BCorp è tenuta a diventare società benefit entro due – tre anni dall’ottenimento della certificazione da parte di B Lab.

Società Benefit cos'è impatto

Il processo di certificazione prevede che vengano valutati i risultati di impatto dell’azienda in ambito sociale, economico e ambientale. Si tratta di un’analisi che utilizza lo standard di valutazione BIA – B Impact Assessment: in base a criteri precisi, i valutatori esaminano diversi elementi dell’attività di impresa. Per ciascun aspetto analizzato, l’ente certificatore attribuisce un punteggio: se il punteggio totale ottenuto è pari o superiore a 80 punti (su un massimo di 200), l’impresa può richiedere la certificazione.

La valutazione è estremamente rigorosa e non è semplice arrivare al punteggio richiesto. Inoltre, nonostante il processo sia del tutto volontario, deve essere ripetuto ogni due anni per ottenere il rinnovo dell’attestazione.

Anche da questo punto di vista c’è una differenza tra BCorp e Società Benefit: per la seconda, infatti, la misurazione dell’impatto delle proprie attività attraverso la relazione annuale assume la forma di un’autovalutazione. In altre parole, non c’è nessuna valutazione esterna e nessun punteggio minimo da raggiungere.

In Italia, inoltre, le Società Benefit sono legalmente riconosciute dal 2016: si tratta di un unicum nel panorama europeo e forse anche in quello internazionale. Gli Stati Uniti, infatti, riconoscono le BCorp ma, come abbiamo visto, si tratta di due fenomeni non completamente sovrapponibili.

Esaminando invece gli aspetti comuni ad entrambe le realtà, tutte e due hanno precisi obblighi di trasparenza. Sia le Società Benefit che le BCorp, infatti, devono predisporre ogni anno un documento che dia conto degli effetti in termini di impatto generati dalla propria attività. Alla relazione, una volta redatta, va assicurata opportuna visibilità, sia nei confronti dei portatori di interesse che entrano in rapporto con l’impresa, sia del pubblico in generale.

Uno dei canali principali attraverso cui dare diffusione alla relazione di attività è ovviamente il sito web. Non si tratta solo di marketing, ma di un elemento chiave per attrarre contatti e relazioni significative, come vedremo meglio nel prossimo paragrafo.

Quali sono i vantaggi di essere una Società Benefit

Dopo aver esaminato cos’è e cosa non è una società benefit, vediamo ora quali sono i vantaggi per chi sceglie di diventarlo.

Partiamo da un dato: in Italia ad aprile 2021 le società benefit erano 926, circa il doppio rispetto all’anno precedente (Dati Infocamere riportati da Il Sole 24 Ore). Assobenefit parla di una crescita ininterrotta dal 2016 in poi.

Anche SeoSpirito ha deciso di intraprendere questa strada: la componente benefit della società è il progetto LeROSA. Si tratta di un progetto fortemente voluto da Giulia Bezzi, AD di SeoSpirito, per sostenere le donne che vogliono lavorare insieme, sviluppare i propri talenti e creare occasioni di business. Ascoltare, collaborare, sorridere: il motto di LeRosa coglie in pieno lo spirito e la sostanza dell’iniziativa.

Se un numero crescente di imprese sceglie di diventare Società Benefit, un motivo ci sarà. A dire il vero, i motivi sono più di uno:

  • La volontà di generare un impatto positivo attraverso la propria attività economica. Questo, ovviamente, è l’assunto di base, senza il quale le società benefit non esisterebbero.
  • La crescente richiesta, da parte dei consumatori, di prodotti e servizi che tengano conto della sostenibilità economica, ambientale e sociale. Secondo l’Ernst & Young Future Consumer Index 2021, la maggior parte dei consumatori in Italia è attento all’impatto ambientale (74%) e sociale (66%) di ciò che acquista. Se le preferenze dei clienti si orientano in tal senso, proporsi come Società Benefit e dimostrare di esserlo realmente è il miglior biglietto da visita.
  • L’ingresso sui mercati finanziari di investitori che tengono in considerazione le performance di società, investimenti e progetti in termini ambientali, sociali e di governance. È il comparto ESG – Environment, Social Governance, un settore in piena crescita che parte da un assunto fondamentale: le società con ottimi risultati in termini di sostenibilità e gestione delle relazioni interne ed esterne generano anche ottimi ritorni sull’investimento.
  • La possibilità di attrarre giovani talenti sensibili alle tematiche benefit di cui l’impresa si fa promotrice.
  • La riorganizzazione interna, necessaria per rispettare i requisiti normativi previsti ma utile alle imprese anche per migliorare le proprie performance di gestione.
  • Il posizionamento in termini di branding. Una società benefit sceglie di identificarsi in valori chiari: promuoverli con un azione di comunicazione mirata online e offline distingue il brand dai competitor rendendolo immediatamente riconoscibile. Ma soprattutto, migliora la sua autorevolezza e la sua coerenza, attirando clienti e potenziali partner di business che in tali valori si riconoscono.

Negli ultimi due anni qualcosa sembra muoversi anche sul fronte degli incentivi pubblici alle Società Benefit. A fine novembre 2021, infatti, il Ministro dello Sviluppo Economico ha firmato un decreto attuativo che eroga dieci milioni di euro a favore delle Società Benefit. Sette milioni assumeranno la forma del credito d’imposta al 50% già in vigore dal 202o per coprire le spese di costituzione o trasformazione in società benefit, altri tre milioni sosterranno le attività di promozione. L’importo massimo richiedibile è pari a diecimila euro per ciascuna impresa.

Fino allo scorso anno, pur riconoscendo l’importanza delle Società Benefit, le istituzioni non avevano promosso agevolazioni specifiche per il settore. Gli sviluppi recenti in tal senso sono un primo passo per inserire il tassello che mancava: sostenere le società benefit anche attraverso misure economiche dedicate.